sabato 20 dicembre 2014

#Marò in India: I timidi passi dell'Italia verso.... il nulla.

Il Governo Renzi ha deciso di richiamare in patria l'ambasciatore italiano in India, Daniele Mancini. Ma il ministro degli Esteri Paolo Gentiloni subito tiene a specificare che "non si tratta di rottura delle relazioni diplomatiche", dato che il diplomatico torna ufficialmente a Roma per "consultazioni". La decisione è stata presa dopo la presa di posizione della Corte suprema indiana che ha respinto le istanze presentate dai marò italiani Salvatore Girone e Massimiliano Latorre. 

Spiega ancora che la questione rischia di complicarsi e ricorda quando l’allora Ministro degli Esteri Giulio Terzi di Sant’Agata, decise di non far tornare in India i due fucilieri di Marina, in attesa di processo, venendo meno alla parola data alle autorità locali. E con queste affermazioni, anche un cretino capisce che non c'è una linea ferma e determinata nel nostro Governo, ma neppure la volontà di cambiare registro.

Nel frattempo il Ministro della Difesa Roberta Pinotti annuncia "Non ci sono le condizioni per far partire dall’Italia Latorre" ma ancora una volta senza una ferma posizione, quasi a giustificare quanto dichiara, aggiunge "Non è un atto di sfida né una volontà di scontro, ma una serena e ferma presa d’atto di una situazione. Seguo quotidianamente la vicenda e sono conscia perfettamente della situazione medica di Latorre”.

Gentiloni davanti alle commissioni Esteri e Difesa, ha aggiunto che la posizione del fuciliere Girone è motivo di “angosciosa preoccupazione”, ribadendo “l’irritazione del governo italiano” per le decisioni prese dalla Corte Suprema indiana che ha respinto richieste “umanitarie”. Le autorità indiane, ha sottolineato, hanno accumulato una serie “incredibile di rinvii”.

Fortunatamente abbiamo un Presidente della Repubblica che si dice sempre "Fortemente contrariato", proprio come noi italiani quando si decise di rispedirli come pacchi postali, in India e lui non disse una parola. 

Nella vicenda dei due marò sono in gioco principi irrinunciabili di sovranità nazionale e l’Italia ha l’obbligo di reagire, quindi la decisione più forte che riusciamo a prendere sapete qual'è?
Attendiamo con ansia e trepidazione la decisione del Governo indiano circa una "proposta consensuale" che a noi popolo ignorante e immaturo, non è data da sapere.

Quindi sul fronte Arbitrato Internazionale ancora nulla. Sul fronte Ragioni dell'Innocenza, meno che meno. La stampa italiana che in questi giorni, sta pubblicando diversi articoli, molti dei quali danno ancora per scontata la colpevolezza dei due Fucilieri di Marina, tra qualche giorno tornerà nel silenzio più totale e..... la farsa continuerà!!!!

Nicola Marenzi








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